NON TORNARE INDIETRO

La storia racconta che Giulio Cesare, quando marciò contro la Gran Bretagna, dopo aver sbarcato, fece salire il suo esercito su un alto promontorio, la scena che videro fu inquietante: le barche con cui erano arrivati stavano bruciando, non era rimasto altro che cenere, il messaggio che Giulio Cesare volle trasmettere al suo esercito fu chiaro: non si torna indietro, da qui non si può fuggire, non ci possono essere ripensamenti, dobbiamo raggiungere il traguardo, vincere a tutti i costi.

Per non avere ripensamenti, per non tornare indietro, la Bibbia ci esorta continuamente ad essere perseveranti, coraggiosi, determinati, ci incoraggia ad andare avanti e ci insegna a confidare nel Signore.

Nel vangelo di Luca al capitolo 11 verso 9 è scritto: Chiedete, e vi sarà dato; cercate, e troverete; picchiate, e vi sarà aperto”,  ma la versione originale traduce:  “chiedete con perseveranza,,  cercate senza stancarvi e troverete, bussate ripetutamente e vi sarà aperto”.

Con perseveranza, senza stancarsi e ripetutamente. Non c’è posto per ripensamenti!

Dio sta formando uomini e donne, che sappiano accettare le sfide e contrastare le opposizioni, Lui ci insegna a non tirarci indietro davanti alle difficoltà.

Nella lettera agli  Ebrei al capitolo 10:39 è scritto: “noi non siamo di quelli che si tirano indietro per la loro perdizione, ma di quelli che credono per la salvezza dell’anima”

Purtroppo però alcuni credenti nella storia biblica, dopo un tempo si sono tirati indietro, Dema per esempio, un collaboratore di Paolo, a un certo punto del suo cammino cristiano ha lasciato Paolo ed è andato via: ”Dema, avendo amato il presente secolo, mi ha lasciato e se n’è andato a Tessalonica” (2Timoteo 4:10); per Dema l’amore per Dio era finito, gli obiettivi probabilmente erano diventati altri.

Anche Figello e Ermogene si erano allontanati da Paolo, sebbene non avessero abbandonato la fede cristiana (2Ti 1:15), probabilmente non riuscivano ad accettare le sfide che Paolo accettava.

Ci sono stati però, nel corso della storia, dei grandi esempi di uomini che hanno saputo perseverare, hanno saputo lottare per il raggiungimento di buoni obiettivi, per esempio Nelson Rolihlahla Mandela, un credente attivista per i diritti civili, che, sebbene abbia dovuto scontare 27 anni di carcere, non ha mai rinunciato al suo sogno: ottenere il pieno riconoscimento dei diritti civili degli appartenenti ai gruppi etnici non bianchi.

Per la sua determinazione ha portato enormi cambiamenti nel sud Africa dove è stato il primo uomo di colore a ricoprire carica di Presidente.

Ludwig van Beethoven, un altro esempio da considerare, fu un grande musicista, ancora prima di aver compiuto i trent’anni il suo udito fu completamente compromesso, ma lui continuò imperterrito a comporre e a suonare, nonostante il suo insegnante l’avesse scoraggiato, e divenne un grande compositore, tanto da essere annoverato tra i più grandi geni della storia della musica.

Questa è la determinazione che ognuno deve avere se vuole raggiungere obiettivi, se vuole determinare grandi vittorie nella propria vita perché non si può parlare di sconfitta fino a quando non si smette di combattere.

La lettera agli Ebrei fu scritta un secolo dopo Cristo, i fruitori erano credenti perseguitati, una Chiesa che viveva l’opposizione, un momento difficile.

La vita è fatta di questi momenti, ma il vero problema di questi credenti era da ricercarsi nel loro carattere:

  • Erano resistenti al cambiamento.

Questi credenti si stavano domandando se valeva la pena continuare in Cristo o ritornare alla religione dei padri, a quella religione ricca di  festività ebraiche, sembravano più attirati dalla gioia di festeggiare che dalla verità.

  • Erano influenzati dalla religione.

Il sincretismo era accentuato in quel periodo anche perché il cristianesimo era nato da poco, c’era la religione ebraica e il paganesimo, il cristianesimo rischiava di diventare solo una forma. Gesù diceva: “Questo popolo mi onora solo con le labbra”

  • Accettavano facilmente il compromesso .

I destinatari di questa lettera erano credenti che non si schieravano definitivamente dalla parte della verità ma, pur di vivere senza opposizioni, erano disposti a soccombere, a compromettersi.

Per questi motivi la Chiesa a cui si rivolge lo scrittore agli Ebrei era una Chiesa debole a cui era necessario ricordare: “noi non siamo di quelli che si tirano indietro per la loro perdizione, ma di quelli che credono per la salvezza dell’anima”

Il nostro nemico spirituale tenterà, se gli riesce, a farci fare inversione di direzione, ha tentato anche con il popolo di Israele, davanti al mar Rosso si sono scoraggiati così tanto da desiderare di ritornare indietro, perdendo completamente la fiducia in Dio.

Ma Dio era con loro, quella colonna di fuoco che li aveva accompagnati ogni notte durante il cammino nel deserto, ora si era spostata e si era interposta tra gli egiziani e il popolo, gli egiziani non riuscivano più a vedere nulla, solo nebbia, mentre il popolo era avvolto dalla luce.

Sappiamo che non è facile rimanere fermi quando i venti sono contrari, ma sappiamo anche che, quando la tempesta arriva, non siamo soli, Lo Spirito Santo è con noi, Gesù ha mantenuto la Sua promessa, ha mandato il Consolatore, Colui che nei momenti difficili ci garantisce il Suo aiuto soprannaturale, un amico fedele che ci accompagna tutti i giorni nel cammino di questa vita, il Parackletos, cioè Colui che ci è vicino e che cammina con noi.

Chi conosce lo Spirito Santo non si tira indietro perchè sa che: “Colui che è con noi è più grande di colui che è nel mondo” Matteo 11:12

Il cristianesimo è fatto per persone determinate :”[…] il regno dei cieli è preso a forza e i violenti se ne impadroniscono” Matteo 11:12,  non c’è spazio per i sentimenti.

Gesù è stato il perfetto esempio, Lui non si è ritirato indietro davanti alla sofferenza, Lui ha attraversato il vituperio, è passato per la vergogna, per quel momento difficile, quel momento particolare, che nessuno vorrebbe attraversare, e ha vinto.

Ci dovremmo domandare quando Gesù è stato lasciato da solo, quando Giuda lo ha tradito, quando i discepoli sono scappati, quali erano i Suoi sentimenti e che ruolo hanno avuto nelle sue scelte? Nessuno, Lui ha perseverato nell’ubbidienza fino alla morte e alla mortte della croce, ha affrontato la vergona, non si è tirato indietro, non ha considerato i suoi sentimenti.

Allora cosa potrebbe indurci a rinunciare? Quale sentimento? Quale situazione? Quale pensiero?

Andiamo avanti e“[…]corriamo con perseveranza la gara che ci è proposta fissando lo sguardo su Gesù, colui che crea la fede e la rende perfetta.” (Ebrei 12:2), senza opporre nessuna resistenza al cambiamento, rinunciando definitivamente alla tradizione e senza cedere a nessun compromesso,

Non si può tornare indietro, bisogna tagliare definitivamente i ponti con il passato, bruciare quelle barche che potrebbero indurci a fuggire e continuare ad affrontare la battaglia che ogni giorno ci confronta, perché siamo la chiesa di Cristo, quella Chiesa che un giorno  raggiungerà il traguardo finale per contemplare la grande vittoria.


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