RIPULIRE IL TEMPIO

Quel giorno fu un giorno particolare perché una pietra fu rotolata da un sepolcro: Gesù era risuscitato: “ Ora nel primo giorno della settimana, al mattino molto presto, esse, e altre donne con loro, si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparato. E trovarono che la pietra era stata rotolata dal sepolcro. Ma, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. E, mentre erano grandemente perplesse a questo riguardo, ecco presentarsi loro due uomini in vesti sfolgoranti.  Ora, essendo esse impaurite e tenendo la faccia chinata a terra, quelli dissero loro: «Perché cercate il vivente tra i morti? Egli non è qui, ma è risuscitato.”  (Luca 24:1-6)

Era il primo giorno della settimana, l’inizio di una nuova settimana e anche l’inizio di una nuova storia per l’intera umanità.

Quella pietra rotolata comunicava resurrezione e per noi che crediamo è “speranza di gloria”, è un varco aperto verso le ricchezze della Grazia di Dio, è la vittoria definitiva sul peccato e sulla morte.

La Bibbia ci parla di qualcos’altro che è stato rotolato a Ghilgal perché questo nome significa proprio rotolare: “[…..]allora il Signore disse a Giosuè: “oggi vi ho tolto di dosso l’infamia d’Egitto, e quel luogo fu chiamato Ghilgal, nome che dura fino ad oggi”. (Giosuè 5:9)

L’infamia d’Egitto era stata rotolata, la vergogna della schiavitù era stata rimossa lì a Ghilgal.

Ghilgal, il primo luogo che Israele calpestò dopo aver attraversato il Giordano, è l’ingresso nella terra promessa, è il luogo che pone fine al passato, che lascia qualcosa di vecchio alle spalle per entrare in qualcosa di nuovo, il luogo della nuova vita, il luogo della rinascita.

Ghilgal è il nome che dura fino ad oggi e questo perché probabilmente ancora oggi potremmo avere qualcosa da rotolare, da rimuovere dalla nostra vita, qualcosa di vecchio, impedimenti che sono veri e propri ostacoli che chiudono la via al nostro cammino, alla nostra crescita, alla nostra comunione con Dio, macigni che stanno lì e che ostacolano la conquista di nuovi territori e ci impediscono di ricevere doni e ministeri, sono pietre rotolate davanti alle benedizioni che Dio vuole concederci.

Rotolare la pietra dal cuore consente di sondare spazi “nuovi” che per troppo tempo sono rimasti chiusi, usati come ripostigli, pieni di polvere e di cose inutili che non servono a nient’altro che aumentare il caos e il disordine.

Questo ci ricorda le stanze del tempio, stanze piene di idoli: “4Prima di questo, il sacerdote Eliascib, che era preposto alle camere della casa del nostro DIO ed era imparentato con Tobiah, 5 aveva preparato per costui una grande camera, dove prima riponevano le offerte, l’incenso, gli utensili, la decima del grano, del vino e dell’olio, tutto ciò che spettava per legge ai Leviti, ai cantori, ai portinai, come pure le offerte raccolte per i sacerdoti.[………] 7  così mi resi conto del male che Eliascib aveva fatto per favorire Tobiah, preparando per lui una camera nei cortili della casa di DIO. 8 La cosa mi dispiacque grandemente, e così feci gettare fuori dalla camera tutte le masserizie di casa appartenenti a Tobiah; 9 poi ordinai che si purificassero quelle camere e vi feci ricollocare gli utensili della casa di DIO, le offerte e l’incenso” (Nehemia 13.4-9)

Lì in quel luogo da tempo non entrava la luce e la polvere si era posata sopra ogni cosa, l’aria era malsana, maleodorante e non produceva vita.

Noi siamo il tempio dello Spirito Santo, un tempio che deve necessariamente rimanere ordinato, pulito, bisogna aprire le stanze e lasciare che la luce entri e che non siano le tenebre a regnare.

L’interesse del nemico è proprio questo: tenere queste stanze chiuse.

E, purtroppo, a volte, è anche il nostro interesse perché vogliamo a tutti i costi difendere la nostra immagine, ma, anche se la realtà dei nostri cuori è ben nascosta alla vista degli altri, le conseguenze saranno comunque devastanti e inevitabili e, prima o poi, visibili a tutti, sarà evidente la nostra incapacità di progredire, di raggiungere obiettivi, di svolgere qualcosa che desideriamo, sarà evidente la nostra incapacità di ricostruire relazioni.

Possiamo certamente raggiungere una buona conoscenza, una buona reputazione, una convalidata responsabilità, un’eminente posizione, qualità che manifestavano anche i farisei, uomini che però non furono identificati da Gesù come il tempio dello Spirito Santo, ma come tombe, come “sepolcri imbiancati”.

È tempo di fare pulizia nelle stanze del tuo tempio,

E’ tempo di  trovare la soluzione, di ristabilire la giusta relazione con Dio e con gli altri.

E’ tempo di individuare le pietre che sono ancora da rotolare nella nostra vita, tempo di pregare come ha pregato Davide: “Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore; provami e conosci i miei pensieri; e vedi se vi è in me alcuna via iniqua, e guidami per la via eterna”. (Salmo139.23,24).

E’ un tempo di avere un tempo nuovo per superare chiusure spirituali e aprire porte ai benefici di Dio.

Nel vecchio testamento l’ordine era perentorio: “Il sacerdote ordinerà che se ne rimuovano le pietre sulle quali è la macchia e che si gettino in luogo immondo, fuori dalla città” un ordine  drastico che non concedeva spazio a compromessi” (Levitico 14:40);

e nel nuovo testamento, davanti al sepolcro di Lazzaro, l’ordine si ripete, Gesù dirà: «Togliete via la pietra!»

Noi sappiamo bene che non ci sono pietre troppo pesanti o impossibili da rimuovere, quello che ci trattiene dal rimuoverle non è la loro massa, ma è ciò che si nasconde dietro, noi sappiamo che se rimuoviamo quelle pietre ciò che affiorerà saranno vizi, avarizia, egoismo, smanie di potere, di visibilità, traumi, ferite, cose del passato, cose vecchie, vecchie attitudini, vecchi rancori, vecchie divisioni, cose he puzzano, che sono maleodoranti.

Marta non voleva rimuovere la pietra dal sepolcro, lei sapeva che ne sarebbe scaturito un cattivo odore: «Signore, egli (Lazzaro) puzza già, poiché è morto da quattro giorni». 

Ma oggi noi possiamo ancora sperare,  Gesù le ha risposto: «Non ti ho detto che se credi, vedrai la gloria di Dio?» (Giovanni 11:38-40)

Ghilgal è il luogo dove bisogna rotolare pietre ed è anche il luogo dove Dio ha ordinato che tutti fossero circoncisi.

Sicuramente rotolare pietre o circoncidersi richiede impegno, fatica, dolore, probabilmente pianto, si può avere paura e sentirsi deboli davanti alla circoncisione, si può essere scoraggianti davanti a una grossa pietra, ma è necessario passare per Ghilgal, è necessario fermarsi a Ghilgal perché Ghilgal è l’unico ingresso per la terra promessa, l’unico passaggio per gustare i frutti del paese, è il luogo dove Giosuè può finalmente distribuire ad ogni tribù l’eredità tanto attesa.

Non puoi evitare Ghilgal, fermati, rimuovi la pietra, ripulisci il tempio e circoncidi il tuo cuore ………..

L’eredità è davanti a te!

 

 


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