NON C’È DUNQUE NESSUNA CONDANNA

Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. Infatti, ciò che era impossibile alla legge, perché la carne la rendeva impotente, Dio lo ha fatto; mandando il proprio Figlio in carne simile a carne di peccato e, a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, affinché il comandamento della legge fosse adempiuto in noi, che camminiamo non secondo la carne, ma secondo lo Spirito.” (Ro 8:1-4 )

La condanna sarebbe inevitabile se Cristo non si fosse offerto legalmente come nostro Garante e la lettera ai Romani dimostra, in modo inequivocabile, così come farebbe un teorema di matematica o di fisica, che non c’è al mondo una sola creatura umana che possa essere considerata accettabile agli occhi di Dio. Siamo tutti colpevoli, tutti condannabili.

Ma al capitolo 8 troviamo il grande annuncio: non c’è più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo.

Il sangue versato sulla croce è completa garanzia della nostra redenzione e giustificazione e, quand’anche il nostro cuore o il mondo intero ci condannasse, quand’anche Satana ci accusasse (e lo fa del continuo), possiamo presentare un attestato incontestabile, firmato e controfirmato, di completa assoluzione e dichiarare: “per me non c’è nessuna condanna perché io sono in Cristo!”.

Cosa vuol dire essere in Cristo? Forse aver creduto in Gesù?  Oppure significa servire Gesù?

Essere in Cristo significa occupare una posizione spirituale, la Bibbia dice che “[….]  egli (Dio) ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio” (Colossesi 1:13)

Dio non ci ha trasportato in un luogo fisico, ma in una posizione spirituale. Noi non possiamo accedere a questa posizione semplicemente frequentando una chiesa, potremmo stare in chiesa per decenni e non essere in Cristo.

Per essere in Cristo bisogna compiere un atto di fede personale.

Gli Israeliti non lo fecero, furono increduli, loro erano diretti verso la terra promessa e per raggiungerla avrebbero dovuto impiegare undici giorni, ma impiegarono quarant’anni, la vecchia mentalità li riportava sempre indietro.

Piuttosto che guardare avanti, piuttosto che guardare alla promessa, guardavano ai problemi e si lamentavano.

La Bibbia dice che Dio si disgustò del loro atteggiamento::”[…] Chi furono quelli di cui Dio si disgustò per quarant’anni? Non furono quelli che peccarono, i cui cadaveri caddero nel deserto? A chi giurò che non sarebbero entrati nel suo riposo, se non a quelli che furono disubbidienti? Infatti vediamo che non vi poterono entrare a causa della loro incredulità. (Ebrei 3:16-19)

Dio aveva stabilito per loro una nuova posizione ma, per incredulità non la afferrarono e si smarrirono.

Questo è un pericolo che anche noi corriamo, è scritto in Ebrei: “Stiamo dunque attenti: la promessa di entrare nel suo riposo è ancora valida e nessuno di voi deve pensare di esserne escluso. Poiché a noi come a loro è stata annunciata una buona notizia; a loro però la parola della predicazione non giovò a nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l’avevano ascoltata.  [….] (Ebrei 4:1,2)

Dobbiamo per fede vivere in questa nuova posizione, esserne consapevoli ogni giorno.

Chi non è in Cristo continuerà ad essere influenzato dalla vecchia natura e dal passato e ad agire come gli Israeliti, continuerà a parlare e ad agire in modo naturale e occuperà una posizione virtuale, che non si capisce bene quale sia, sarà oppresso dal senso di colpa e di condanna, vivrà nella paura e nell’insicurezza, nella continua ricerca di una posizione, così come il navigatore che ricalcola il percorso.

Nel google maps di Dio il credente è ben localizzato perché ha una posizione. Latitudine e longitudine si incontrano nella croce di Cristo.

Se abbiamo accettato Cristo la nostra posizione è in Cristo.

Quando Dio creò l’uomo lo pose in una posizione molto alta, gli diede un’autorità totale su tutto il creato, ma l’uomo, a causa del peccato, perse la posizione e l’autorità e si smarrì.

Così Dio il Signore chiamò l’uomo: “Adamo dove sei”? (Genesi 3:9)

Quando Dio ci cerca qualcosa non va. I “dove sei” di Dio fanno paura!

Dio, nel corso della storia biblica, ha richiamato diverse volte uomini che avevano perso la loro posizione, per esempio Elia che, nonostante avesse visto il fuoco scendere sul monte Carmelo e la pioggia scrosciare dopo anni di siccità, ad un a certo punto ebbe paura e si nascose, non credeva più, ma Dio lo richiamò e gli disse: ”Che fai qui, Elia?”. (1Re 19:13)

Un altro esempio fu Giona, Dio lo aveva inviato a predicare il ravvedimento ai Niniviti, ma lui fuggì per ben due volte e Dio lo ritrovò. “Il Signore gli disse: Fai bene a irritarti così?” (Giona 4:4). Giona aveva perso la sua posizione.

Dio vede la nostra posizione, siamo ben visti da Lui.

Natanaele si meravigliò quando Gesù gli disse: “quando eri sotto il fico io ti ho visto”(Giov.1:47)

Non dobbiamo mai allontanarci dalla posizione a cui Dio ci ha elevato, una posizione di autorità, di integrità.

Noè era un uomo integro, l’unico che occupava una posizione chiara davanti a Dio, una posizione diversa dagli altri, lui fu schernito, deriso, ma continuò a vivere in quella posizione.

Anche Giobbe fu considerato da Dio un uomo integro.

Asa il re di Giuda fu un altro esempio di integrità, ma alla fine si perse, perse la sua posizione, per la sua incredulità si allontanò dal progetto di Dio e Hanani, il veggente lo rimproverò da parte di Dio: ”Poiché ti sei appoggiato sul re di Siria invece di appoggiarti sul Signore, che è il tuo Dio, l’esercito del re di Siria è scampato dalle tue mani. Infatti il Signore percorre con lo sguardo tutta la terra per spiegare la sua forza in favore di quelli che hanno il cuore integro verso di lui. In questo tu hai agito da insensato; infatti, da ora in poi avrai delle guerre”. (2Cr16:8,9)

Il nemico cercherà sempre di provocare in noi una mentalità scoraggiata, abbattuta e incredula, riportandoci indietro, ricordandoci i nostri fallimenti, il nostro passato, ma la Parola afferma: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove” (2Corinzi 5:17).

Lasciamo che Dio possa sempre localizzarci, che possa sempre vederci nella giusta posizione, in quella posizione dove abbiamo libertà, dove abbiamo autorità, quella posizione dove non c’è più nessuna condanna, dove Lui ci ha trasportati e dove vuole sempre ritrovarci: in Cristo.


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